Tutto è iniziato nel 1986 quando mio zio Salvatore mi invitò a pranzo.
Anche allora, come oggi, per andare avanti era meglio avere due lavori, infatti mio zio era muratore nonché bravo pizzaiolo.
Mentre stavamo pranzando mi disse (cito le sue stesse parole): "Ti piacerebbe imparare a fare le pizze?"
Siccome mi dispiaceva contraddirlo, dissi di si, anche se in quel periodo facevo un altro lavoro, ovvero verniciavo gli oggetti della famosa tarsia sorrentina.
Mi disse che la sera stessa dovevo andare in pizzeria... il resto come si dice è storia!!!
L'inizio però devo raccontarlo, potrà dare consolazione e forza a chi si avvicina a questo mestiere a me tanto caro.
Iniziai guardando mio zio che lavorava, solo qualche volta però cercavo di fare qualche focaccia, la stendevo, la infornavo e la mangiavo. Successe poi, che un ristorante-pizzeria trovandosi senza pizzaiolo, chiese aiuto a mio zio il quale senza esitare fece il mio nome, specificando però che ero un principiante e aggiunse: "però viaggia!!!" ovvero è un gran lavoratore.
Così cominciai, ricordo ancora il giorno e il mese, un sabato d'aprile in prossimità della Pasqua. Mio zio mi fece l'impasto poi andò via ed io inizia a preparare l'occorrente. Si fece ora che il personale doveva mangiare, loro giustamente mi guardavano con sospetto, infatti feci le pizze, ma non ne uscì nemmeno una tonda. Dal viso e dagli sguardi dei camerieri si leggeva la preoccupazione per la serata... avevano ragione!
Per l'intera serata le pizze avevano tutte le forme tranne che tonda. Iniziai a sudare freddo (ed è difficile vicino ad un forno) ma, con il capo chino, finì la serata. Andai successivamente dal proprietario dicendo che il lavoro non era per me, lui invece, con mio stupore, disse che le pizze erano piaciute dovevamo però lavorare sulla forma... da allora... non mi sono più fermato!
È vero, anche oggi alcune pizze non mi vengono tonde, ma è una mia scelta, mi piace dare spazio alla fantasia... così è nata la "Frusta Sorrentina"® oggi prodotto brevettato con marchio registrato.
Questo mio breve racconto, dico breve perché ci sarebbero tante e altre cosa da dire, era un modo per dirvi che sia nel lavoro che nella vita, ci vuole tanta dedizione e PASSIONE.
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