Arte della pizza

La mia storia di pizzaiolo è legata all’invenzione della Frusta Sorrentina. L’ho voluta chiamare così, “Sorrentina”, per testimoniare il mio profondo legame con questo territorio, e la sua comunità.
La Frusta Sorrentina è nata per caso, nel 1996. Tutto ebbe origine da un pezzo di impasto tagliato per una pizza mignon. Ci misi sopra la mozzarella, i pomodorini e la chiusi dai lati, e alle due punte estreme. Et voilà, nacque sotto le mie dita un prodotto, oggi brevettato, che viene venduto in tutto il mondo.

La pizza, affinché sia buona, deve essere realizzata con cura, in ogni fase della preparazione: la scelta degli ingredienti, la realizzazione dell’impasto, la lavorazione del panetto, la scelta e l’uso degli ingredienti, e infine la cottura.
Ai pizzaioli che mi chiedono consigli per migliorare la propria tecnica, spiego che devono porre attenzione ad ogni singolo dettaglio, sempre.
Come prova, gli chiedo di preparare una pizza Marinara. Che è la mia preferità, perchè la più semplice di tutte.  La Marinara ha pochi ingredienti – pomodoro, origano, aglio e pomodorini freschi – e nessuna farcitura che consente di nasconderne i difetti.
Con la Marinara non si può bluffare. Se è cattiva, si capisce subito. Più di ogni altra pizza, permette di apprezzare la bravura del pizzaiolo. Solo quelli bravi, la sanno fare bene.

La pizza è un piacere, di cui devono poterne godere tutti.
Oggi, grazie a delle particolari farine, possiamo realizzare pizze “gluten free”, per le persone affette da celiachia. Sono sempre più richieste, e molto apprezzate. Da qualche tempo, inoltre, utilizzo nei miei locali farine biologiche. Più salubri, più leggere, a basso contenuto proteico, per regalare pizze ad alta digeribilità.
Tutti possono, tra le propria mura domestiche, realizzare una buona pizza. Come fare, lo racconto nei miei libri, nelle interviste pubblicate dalle riviste di settore, e lo mostro, nei programmi tv in cui sono ospite.
Quando le persone mi confidano di aver realizzato in casa un impasto classico napoletano, seguendo le mie indicazioni, e la mia ricetta, con il lievito madre, sono sempre felice.
Ho conseguito tanti riconoscimenti, anche internazionali, ma quello che mi gratifica maggiormente è il poter condividere la mia conoscenza con il pubblico e aiutare a diffondere la giusta cultura della pizza quale alimento genuino, sano e buono.

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